Spettinata,scazzata,incazzata,addormentata,che litigata. Disordinata,sbagliata,inadeguata,imbarazzata,che stronzata. Bendata,sbandata,ti ho guardata e te ne sei andata.
Ricordo quando ero bambino e guardavo il cielo stellato da fuori il finestrino, in viaggio per Policoro. Immaginavo che la stella più luminosa fosse nonno. La Luna era un mistero. Ed era bello viaggiare con la mente girovagando per l’universo, finché il sonno non mi veniva a prendere,cullato dalla voce di Dido. Poi cresci, alzi la testa,e il cielo é lo stesso. Nonno é sempre lì che mi guarda e mi protegge, e la Luna non é più un mistero. Sorrido e penso che i ricordi belli non andranno mai via. Indelibili, come questo cielo.
Il cursore lampeggia più volte. Il mio cuore batte a tempo: ti sto pensando. Scorrono fiumi di pensieri, carrellate di immagini, momenti. I tuoi sorrisi, i tuoi occhioni. Quante volte ci siamo sfiorati le mani. Un brivido lungo la schiena. Avrei voluto stringerti per farti sentire caldo. Avrei voluto stringerti quella sera davanti Roma, per dirti che ora mi sarei preso cura di te. Che ti avrei fatto vedere ogni posto di questa città. Il cursore lampeggia ancora, ma stavolta il mio cuore batte più di lui. Chissà se salveró questo messaggio in bozze,come ogni sera, oppure premeró invio.
Che tesoro che sei quando dici che mi chiami dopo e non mi chiami maaaiiii
A me, per esempio, piace conoscere una persona a memoria. Conoscere una persona a memoria, significa, come quando ripeti una poesia, prendere anche un po’ di quel ritmo che le appartiene. Una poesia, come una persona, ha dei tempi suoi. Per cui conoscere una persona a memoria significa sincronizzare i battiti del proprio cuore con i suoi, farsi penetrare dal suo ritmo. Ecco, questo mi piace. Mi piace stare con una persona intimamente perché vuol dire correre il rischio di diventare leggermente diversi da se stessi. Alterarsi un po’.

Roma al crepuscolo. La cupola e il giardino. Un sorriso, una foto. Una stella in cielo, ed una accanto a me.
Fuori dalla città. Fuori da ogni cuore. Fuori di senno. “Fuori dalle palle”, qualcuno direbbe. Fuori piove, come qui dentro. Fuori da te è come stare fuori dal mondo.
E te non ci sei, e lei non c’è. E chi intorno a me sparisce senza lasciare un perchè. E il vuoto che aspetta solo di riempirsi ma sento scavare sempre di più. Chi c’è c’è, chi non c’è non c’è, ma io sono sempre più solo. Tiro su le barriere per difendermi da chi ? Spero solo di non coprire questo cielo stellato che, stasera, un pò me lo godrò. E tutto mi scappa via, e te mi scappi via, e questa non è una bugia, io ti amo e voglio farti mia.
È dedicato a te il mio pensiero perché ti penso spesso, perché sei l’altra metà di me.
È dedicato a te il mio pensiero perché ti penso spesso, perché sei l’altra metà di me.
È dedicato a te il mio pensiero perché ti penso spesso, perché sei l’altra metà di me.
Graffiami ancora, finchè il mio battito lunge dal tempo, per tornare da te.
Graffiami ancora, finchè il mio battito lunge dal tempo, per tornare da te.
Graffiami ancora, finchè il mio battito lunge dal tempo, per tornare da te.